"La flora della Cina nel latino del ‘600"
Medicina e Botanica tradizionali cinesi - Università di Siena
LIBRIEVENTI
Delufa
5/13/20262 min read


La flora della Cina nel latino del ‘600
Prima traduzione commentata nella collana Documenta Orientalia
Uno dei filoni di ricerca più vivaci dell’area umanistica di UniSi riguarda la miniera di testi e documenti inediti in latino sul rapporto fra Europa ed Estremo Oriente (soprattutto Cina, Corea e Giappone) fra XIII e XIII secolo. Tutto è partito dai progetti del latinista e medievista coreano I Deug-Su, che insegnò a Siena negli anni ’90 e avviò l’edizione di Hagiographica Coreana, i racconti dei testimoni sulla persecuzione anticristiana nella Corea del XIX secolo da cui è stato tratto nel 2022 il film Birth del regista Park Heung-Shik. Da quell’idea, portata avanti dal suo successore Francesco Stella nel Centro di Studi Comparati intitolato appunto a “I Deug-Su” (centroideugsu.unisi.it) in collaborazione con la National University di Seul, è nato il progetto ELA Eurasian Latin Archive finanziato da Regione Toscana, UniSi (DFCLAM-DISPOC), Fondazione Montepaschi e altri enti, che ha cominciato a individuare, trascrivere, marcare con codifica digitale e pubblicare in piattaforma con analisi linguistica automatizzata i testi di mercanti (come Marco Polo), esploratori, missionari che ci parlano per primi di una realtà così lontana e sconosciuta: relazioni di viaggio, trattati medici, astronomici, botanici, testi di storiografia e religione tuttora consultabili online. Quando le attività del Centro si sono incrociate con il progetto Roma Sinica delle Università di Torino, Pisa e Venezia, Seul e Fudan a Shangai, si sono sviluppati il FISR SERICA (Sino-European Religious Intersections in Central Asia) e il PRIN 2022-2025 Classica Serica, che hanno prodotto già 15 volumi nelle collane Documenta Orientalia di Pacini (diretta da Francesco Stella con Chiara Ombretta Tommasi e Andrea Balbo), Roma Sinica di de Gruyter e uno anche nella Siena University Press (Marco Polo nelle letterature medievali d’Asia e d’Europa, appena uscito). Il lettore, anche non specialista, scopre così in originale e traduzione commentata testi latini (e talora cinesi e indiani) dell’Estremo Oriente che documentano l’eccezionale esperienza di incontro pacifico fra la cultura europea e le diverse civiltà dell’Est asiatico fra la fine del medioevo e i primi secoli dell’era moderna. Ultimo nato la Flora Sinensis del gesuita polacco Michał Boym (1656), curata da Luigia Businarolo: uno dei primi tentativi di trasmettere in Europa il sapere scientifico e culturale del Celeste Impero intrecciando l’osservazione diretta con riferimenti alla medicina e alla botanica tradizionale cinese, offrendo descrizioni di piante, frutti e animali accompagnate da pregevoli illustrazioni. L’opera rivela non solo la ricchezza della natura cinese ma anche la sua rilevanza economica e terapeutica per il mondo europeo e combina l’interesse per la letteratura green con lo studio interculturale dei rapporti fra civiltà storiche e con l’esplorazione, che trova a Siena uno dei centri più attivi, del “Latino Globale” che fu lingua di cultura, oltre l’Antichità e il Medioevo, per larga parte della modernità.
La Flora Sinensis ha attirato l’interesse di molte istituzioni: dopo la presentazione il 27 aprile all’Ambasciata Polacca di Roma e quella di Venezia sabato 9 maggio, sono previsti gli incontri di Firenze il 13 maggio all’Accademia Colombaria di Firenze https://www.colombaria.it/evento/230910/ , giovedì 14 al Salone di Torino e il 16 giugno alle 17 al Santa Chiara Lab dell’Università di Siena all’interno di una tavola rotonda sul lessico botanico latino con Francesca Boldrer dell’Univ. di Macerata, Mario Lentano, Elisa Petri e Francesco Stella di UniSi, Ilaria Bonini di UniSi-Orto Botanico di Siena.








