Festa per il 77° anniversario della Repubblica Popolare Cinese

Insediamento di sua Eccellenza Ambasciatrice Hou Yue

Francesco De Luca

10/1/20267 min read

Nella solita rinomata cornice del Grand Hotel Parco dei Principi in Roma, il giorno 28 settembre, si è tenuta la festa in occasione del 77° anniversario della Repubblica Popolare Cinese e dell'insediamento di S.E. Ambasciatrice Hou Yue.

Di fronte a una sala gremita di invitati l'Ambasciatrice ha mostrato la sua eleganza e oratoria in un perfetto inglese. Riportiamo il discorso intero, tradotto in lingua italiana, come pubblicato sui canali ufficiali dell'Ambasciata.

"Onorevole Vicepresidente del Consiglio e Ministro Matteo Salvini, 
Onorevole Vice Ministro Edmondo Cirielli, 
Onorevole Segretario Generale Michele Toniato, 
Onorevole Direttore Generale Qu Dongyu, 
Ambasciatori, illustri ospiti, cari amici, signore e signori, buonasera!

È per me un grande piacere darvi il benvenuto a questo ricevimento per celebrare il 77° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

In questa dorata stagione autunnale, sono giunta dalla Norvegia, la magnifica e tranquilla «terra dei fiordi», alla soleggiata penisola appenninica, per assumere il mio nuovo incarico di Ambasciatrice della Repubblica Popolare Cinese presso la Repubblica Italiana. Sono felice di questo nuovo incarico e pienamente consapevole della responsabilità che esso comporta. Nelle ultime due settimane ho avuto modo di incontrare molti nuovi amici. Questa sera sono profondamente colpita nel vedere qui così tanti illustri ospiti. A nome dell’Ambasciata cinese in Italia, desidero rivolgere a tutti voi un caloroso benvenuto e la mia sincera gratitudine a tutti gli amici di ogni settore della società che hanno a cuore le relazioni tra Cina e Italia.

Quest’anno ricorre il 77° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, il 105° anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese e il primo anno di attuazione del 15° Piano quinquennale. Sotto la salda guida del Partito Comunista Cinese, il popolo cinese ha superato innumerevoli difficoltà e realizzato la straordinaria trasformazione che lo ha portato dal rialzarsi in piedi alla prosperità e quindi alla forza. Oggi la Cina sta portando avanti, a tutto campo, il processo di costruzione di un grande Paese e di realizzazione del grande ringiovanimento della nazione attraverso la via cinese alla modernizzazione, creando al contempo nuove opportunità per la pace e lo sviluppo nel mondo.

Lo sviluppo della Cina attira l’attenzione del mondo e contribuisce alla crescita globale. Da Paese povero e prevalentemente agricolo, la Cina è diventata la seconda economia mondiale e ha sottratto alla povertà oltre 800 milioni di persone. Per molti anni, la Cina ha contribuito per oltre il 30% alla crescita economica globale. Il suo PIL è cresciuto del 4,7% nella prima metà di quest’anno, confermando il suo ruolo di importante motore dell’economia mondiale. Dalla «fabbrica del mondo» a una potenza dell’innovazione, la Cina sta perseguendo una trasformazione verde e digitale. È diventata il Paese che contribuisce maggiormente al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni e quello con il maggior numero di brevetti nel campo dell’intelligenza artificiale. La Cina è impegnata a condividere i frutti dell’innovazione, affinché possano apportare maggiori benefici all’umanità. Nel periodo del 15° Piano quinquennale, la Cina amplierà ulteriormente la propria apertura e farà leva sulla forza del secondo più grande mercato di consumo del mondo per creare una «China Opportunity 2.0» di cooperazione con tutti i Paesi, Italia compresa.

L’impegno della Cina nei confronti del mondo riflette un profondo senso di responsabilità e porta benefici all’umanità. Di fronte a uno scenario internazionale turbolento, la Cina continua ad agire con fermezza come costruttrice della pace mondiale. Ha dispiegato una forza di peacekeeping superiore a quella di qualsiasi altro membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ha promosso attivamente il dialogo e la riconciliazione per contribuire a ridurre i conflitti regionali. La Cina continua a contribuire allo sviluppo globale. Attraverso la Belt and Road Initiative, ha contribuito al miglioramento delle infrastrutture nei Paesi partner e, attraverso una cooperazione concreta, ha creato nuovo slancio per lo sviluppo del Sud globale. La Cina continua inoltre a difendere l’ordine internazionale. Sostiene fermamente i principi della Carta delle Nazioni Unite e il multilateralismo e ha proposto iniziative nei settori dello sviluppo globale, della sicurezza, della civiltà e della governance, offrendo la saggezza cinese per migliorare la governance globale e costruire una comunità dal futuro condiviso per l’umanità.

Signore e signori, cari amici,

In quanto rappresentanti di primo piano delle civiltà orientale e occidentale, Cina e Italia mantengono scambi amichevoli da oltre mille anni. Nei 56 anni trascorsi dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, i nostri rapporti bilaterali si sono sviluppati stabilmente, con una proficua cooperazione in un’ampia gamma di settori. Il partenariato strategico globale tra Cina e Italia ha continuato ad approfondirsi. Nel 2019, il Presidente Xi Jinping ha compiuto una storica visita di Stato in Italia. Nel 2024, il Presidente Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno effettuato visite di successo in Cina. Gli scambi ad alto livello hanno fornito un orientamento strategico e un forte impulso alle relazioni bilaterali. La cooperazione economica e commerciale ha continuato a progredire, con un interscambio bilaterale in costante crescita anno dopo anno, che quest’anno dovrebbe superare gli 80 miliardi di dollari statunitensi. Anche gli scambi tra i nostri popoli si sono sviluppati con grande vivacità. Sono 91 le coppie di province, regioni autonome e municipalità che hanno instaurato rapporti di gemellaggio. Oltre 30.000 studenti cinesi costituiscono il più numeroso gruppo di studenti internazionali presenti in Italia. La politica cinese di esenzione dal visto per i cittadini italiani, insieme alle quasi 80 tratte aeree dirette tra i nostri due Paesi ogni settimana, ha notevolmente facilitato gli spostamenti e gli scambi tra i nostri popoli. Cina e Italia mantengono inoltre uno stretto coordinamento negli affari internazionali. I nostri due Paesi condividono posizioni comuni e collaborano su piattaforme multilaterali come le Nazioni Unite e il G20 per difendere il multilateralismo e il sistema del libero commercio. Promuovendo il reciproco apprendimento tra le civiltà, incoraggiamo la comunità internazionale a rimanere impegnata nel dialogo e nella cooperazione e a lavorare insieme per affrontare le sfide globali.

Signore e signori, cari amici,

L’amicizia tra Cina e Italia va oltre montagne e mari e la strada davanti a noi è ampia e aperta. Ci troviamo oggi a un nuovo crocevia della storia e sono fermamente convinta che, attingendo all’antica saggezza dell’armonia nella diversità e al reciproco apprendimento attraverso gli scambi, e rimanendo sulla giusta via del rispetto reciproco, della fiducia reciproca e della cooperazione vantaggiosa per tutti, potremo certamente portare le relazioni tra Cina e Italia a nuovi livelli.

Come recita un proverbio italiano, «Meglio un amico che cento ducati». Mi auguro di poter lavorare insieme a tutti gli amici qui presenti per scrivere un nuovo capitolo nelle relazioni tra Cina e Italia.

Infine, alziamo i nostri calici: al 77° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese; all’eterna amicizia tra Cina e Italia; e alla felicità, alla salute e al benessere di tutti i nostri illustri ospiti. Cin cin! Grazie mille!

Il Ministro incaricato d'Affari ad interim Li Xiaoyong e Francesco De Luca, Presidente ASIC
Il Ministro incaricato d'Affari ad interim Li Xiaoyong e Francesco De Luca, Presidente ASIC
S.E. Ambasciatrice Hou Yue e Francesco De Luca, Presidente ASIC.
S.E. Ambasciatrice Hou Yue e Francesco De Luca, Presidente ASIC.

All’evento erano presenti oltre 600 persone, tra cui il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu, il Presidente dell’IFAD Alvaro Lario, alti funzionari italiani, membri del corpo diplomatico e rappresentanti della comunità cinese in Italia.

Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini ha dato il benvenuto alla nuova Ambasciatrice Hou Yue (侯悦), formulando i suoi auguri alla Repubblica Popolare Cinese, naturalmente in italiano. L’Ambasciatrice, al contrario, ha pronunciato il proprio discorso in un inglese impeccabile e senza ricorrere all’interprete.

Da oltre vent’anni, siamo impegnati nella promozione delle relazioni amicali, culturali, artistiche e sportive tra i popoli e proprio per questo non possiamo fare a meno di sottolineare una piccola, ma significativa, contraddizione: mentre l’ospite cinese si è espressa nella lingua internazionale più utilizzata, rivolgendosi direttamente al pubblico italiano, il rappresentante istituzionale italiano ha scelto di parlare esclusivamente nella propria lingua. Sarebbe forse auspicabile che, soprattutto in occasioni internazionali di questo livello, anche i rappresentanti italiani potessero rivolgersi direttamente ai propri interlocutori stranieri nella loro lingua, o almeno in una lingua veicolare comune. Non è una questione di perfezione linguistica, ma di apertura e di rispetto verso l’altro. Chi lavora da anni nel campo della mediazione linguistica e culturale sa bene quanto una lingua straniera possa essere uno strumento concreto di dialogo e quanto, al contrario, la sua assenza possa creare una distanza che non avrebbe motivo di esistere. Come forma basilare di rispetto ed ospitalità.

In qualità di Associazione Sviluppo Italia Cina e di Delufa Press, abbiamo partecipato al ricevimento con entusiasmo e riconoscenza, nella convinzione che l’incontro tra culture rappresenti una delle grandi ricchezze del nostro tempo e che la conoscenza reciproca possa contribuire a difendere l’umanità dalle forze che oggi minacciano di impoverirla e disumanizzarla.

Continueremo a lavorare sulla strada del dialogo, dell’amicizia e dello scambio culturale, attraverso lo sforzo costante di conoscere, comprendere e apprendere dall’altro. Non smetteremo mai di sottolineare l’importanza della cultura e della lingua come strumenti di incontro tra i popoli.

Perché la lingua cinese è, prima di tutto, un patrimonio straordinario di storia, creatività e pensiero, capace di arricchire la mente e lo spirito di chiunque decida di avvicinarsi alla sua millenaria civiltà, unico veicolo capace di svelare, seppure in minima parte, le meraviglie della Cina.

Valentina Chiarelli e Francesco De Luca
Valentina Chiarelli e Francesco De Luca
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